2) FC SCORPIO
3) US COBRA 731
4) SSC ULTRAS FALCO
5) FC LEONE
6) US SPARTAK
Le nubi del vippismo minacciano il Fantaelber 2009/2010. Salgono dai mari di Stratola e vanno verso il roccioso Calvario. Invadono i deserti della Persa e sovrastano i cieli di San Giovanni. Avvolgono la farmacia di Savignano e scendono fin giù le Petrare. Bussano alla porta con il volto di Luana e ti illudono di essere un Lep. ma poi ti succhiano il sangue come Ten. Fantacalcio? Cos’è questo gioco da fessoni, da poveri Guari. illusi, da accaniti Nzalata e da Fort. sfigati?
Il richiamo dell’asta di agosto è però più tentatore del canto delle sirene modugno. Ogni fantaelberista incallito non può trattenersi dall’abbozzare rose con pupilli agognati e talenti nascenti.
E’ di nuovo Petrara il teatro del fantamercato. Il più in forma di tutti è il presidente Corsano che oltre a confermare i suoi pupilli si arma del goleador Milito. Il presidente Gambacorta invece riesce ad allestire una rosa di tutto rispetto, riuscendo a soffiare al Falco lo slovacco Hamsyk, evidenziando però apparenti lacune in attacco. Il presidente De Pippo si conferma costruttore del più forte centrocampo e riesce a confermare il pupillo Pazzini. Mr. Negri invece sembra peccare di pochezza puntando le sue risorse su Cambiasso e Gilardino. Lo Scorpio non sta a guardare e oltre a trattenere il talentuoso Di Natale, riesce a strappare Pato al Cobra e Vargas allo Spartak. Quello più nervoso è il presidente Bevere. Dopo aver perso Julio Cesar e Milito le uniche consolazioni provengono dagli ingaggi di Pastore, Palladino ed Eto’o.
Ai nastri di partenza sono lo Spartak ed il Cobra a scalpitare e si sentono candidate di diritto alla vittoria. Alla prima il Falco stecca contro lo Scorpio, il Cobra si sbarazza del Corvo e lo Spartak vince a fatica contro il Leone. Nelle successive giornate lo Scorpio perde il passo delle prime. Lo Spartak è in splendida forma e riesce a superare il Falco fuori casa con un 2-1 in rimonta. Il presidente Bevere accecato dal nervosismo minaccia di lasciare il gioco. Il Leone resta sornione a ridosso della vetta della classifica spinta dai sorprendenti Jeda e Cavani. Chi domina il campionato è però Mr. De Pippo. Tutti i cobretti sono in delirio e non vedono l’ora di urlare al mondo intero: “Il cielo è arancio-nero sopra Stratola”. Lo scudetto, anche se sono passate solo poche giornate, sembra non essere più quel lontano miraggio dei tempi antichi. La fortuna accompagna la marcia trionfale del Cobra. Vittorie come quelle fuori casa con lo Spartak con doppietta di Camoranesi, contro il Falco con Pazzini-Mannini show e soprattutto quella per 0-1 contro il Corvo sembrano precludere a tutti le porte del primo posto. Lo Scorpio è alle corde e l’ultimo posto sembra già essere una lotta a due con il Falco, in cui i vari Vucinic, Lavezzi e Iaquinta deludono nettamente le aspettative. Poi cambia il vento del destino. Il Cobra comincia a fallire una partita dopo l’altra. Pazzini non segna più. Marchionni delude e Mannini non è più determinante. Ma soprattutto il simbolo della crisi-Cobra è Diego, un autentico bidone pagato fior di fantamilioni che fa rimpiangere tutto il Turco il talento di Brienza. Anche lo Spartak perde colpi e gli innesti di Matuzalem e Lanzafame non danno i frutti sperati. Chi invece prende quota è il Corvo. Sulle ali dell’entusiasmo ogni domenica gli all-blacks del Calvario scoprono il trascinatore di giornata. A volte Hamsyk, a volte Ronaldinho, a volte Crespo, a volte Del Piero, a volte Snejder e a volte Quagliarella guidano la squadra in vetta alla classifica. La fortuna è amica agli uomini di Mr.Gamba e ogni domenica riescono a strappare risultati utili in maniera rocambolesca ma anche molto caparbia. Così, grazie anche alla difesa di ferro con Lucio, Yepes, Nesta e Zaccardo, il Corvo schizza lontano dagli inseguitori. Il mercato di gennaio riserva colpi di scena. Toni al Falco viene accolto come un messia destinato a riportare gli azzurri ai fasti della stagione appena passata. Al Cobra arrivano Beckham e Pandev. Il Corvo strappa Suazo allo Scorpio, il quale rinuncia all’asta per l’honduregno per 20 euro. Mr. Corsano si indigna per l’accaduto. Il Falco comincia a risalire. Anche se il Corvo è distante molti punti e con Suazo appare competitivo, i tifosi del Falco non si pongono limiti. L’obbiettivo è conquistare la zona-podio ma anche la prima posizione non appare una chimera. La vetta, vittoria dopo vittoria, è più vicina e dopo il successo in casa del Corvo, il presidente Bevere comincia davvero a credere alla possibilità di ripetere l’impresa dell’anno passato. Il Falco diventa ancora più forte dopo l’acquisto di Jovetic. L’episodio manda su tutte le furie il presidente Corsano che minaccia di ritirare la squadra accusando di atteggiamento anti-sportivo il presidente Negri reo non solo di non aver minimamente interpellato l’U.S. Spartak ma anche di averla smantellata favorendo alcune società a danno di altre dimostrando lo scarso attaccamento verso la competizione. Il presidente Gambacorta convince Corsano a tornare sui suoi passi. Contemporaneamente Gilardino passa al Cobra e il presidente De Pippo vuole rilanciarsi alla conquista del primo titolo. Non c’è trippa per gatti. Il Corvo partita dopo partita macina vittorie e lascia agli avversari solo le briciole. Una squadra, quatta quatta, risorge dai bassifondi della classifica e fa sentire la sua forza. E’ lo Scorpio di Mr. Capone che grazie a giocatori come Biabiany, Matri e Martinez riesce ad insediarsi al secondo posto in classifica. Ma il vero fuoriclasse è Di Natale (che diventerà capocannoniere a fine stagione). Non passa una sola partita dove non lasci il suo sigillo. Solo lo Scorpio sembra poter impensierire il Corvo. In verità vi riesce andando ad espugnare l’Old Calvario stadium per 3-2 alla trentaduesima giornata. Il Corvo si riprende prontamente e affossa il Falco per 3-1 la giornata successiva. Per il titolo serve alla giornata 34 una vittoria in casa Spartak ed una contemporanea sconfitta dello Scorpio in casa con il Leone. Gli uomini di Mr. Capone perdono 0-1 come dei fessi ed il Corvo espugna Petrara. La festa in casa Corvo può iniziare. Il Corvo quindi vince con quattro giornate di anticipo e corona la sua stagione trionfale con ripetuti successi nei derby e non è un caso che il titolo arrivi proprio espugnando il covo degli spartachisti. Le ultime giornate vedono una bagarre in zona podio. Il più accreditato è il Falco, seguito dal Cobra. Sullo Scorpio si abbatte la maledizione degli infortuni ma ad ogni giornata sono i soli Matri e Di Natale a spingere in alto Mr.Capone. Da ricordare però anche la tenacia di Marco Rossi diventato un idolo a Savignano. La penultima giornata lo Scorpio cade a Petrara, il Cobra doma in casa il Leone 2-1 e il Falco viene bloccato 3-3 dal Corvo. L’ultima giornata vede contrapposti il Falco al Cobra e il Leone allo Scorpio. Il Falco deve vincere se vuole raggiungere la terza piazza ed il Cobra potrebbe anche diventare secondo in caso di suo successo e contemporanea sconfitta dello Scorpio. La partita tra Falco e Cobra è un’altalena di emozioni. Floccari e Pazzini sembrano illudere il Cobra ma alla fine il Falco pareggia con Vucinic. Lo Scorpio cade alla Persa dove uno scatenato Cavani condanna lo Spartak all’umiliazione del cucchiaio di legno.
Si conclude così una stagione sicuramente emozionante, ricca di polemiche e colpi di scena. Il Corvo ha dominato il campionato e merita la standing ovation finale. Bene anche lo Scorpio che, nonostante la squadra rimaneggiata, riesce a conquistare il secondo posto. Il Falco delude le aspettative che balenavano in via F. De Santis ad inizio gennaio concludendo al quarto posto. Lo Spartak, malgrado l’ultimo posto, si consola con la vittoria in coppa ed il trofeo “Miglior Scommettitore”. Il Leone termina una stagione fallimentare con la soddisfazione di aver evitato l’odiato cucchiaio. Ed il Cobra? Beh, il Cobra! Da dove comiciare? La delusione al Turco serpeggia tra le tortore impaurite. Sembrava fatta. Il primo scudetto ad inizio campionato sembrava abbordabile. E invece tutto da rifare. Nel mare di Stratola però si rispecchia la speranza. La speranza di un antico ardore bellico che vuol far brillare i colori del Cobra lontano, dal Calvario a Savignano. Lo scudetto è un mare che non bagna Stratola? “Guai ai vinti” tuona Mr. De Pippo!!!
Il richiamo dell’asta di agosto è però più tentatore del canto delle sirene modugno. Ogni fantaelberista incallito non può trattenersi dall’abbozzare rose con pupilli agognati e talenti nascenti.
E’ di nuovo Petrara il teatro del fantamercato. Il più in forma di tutti è il presidente Corsano che oltre a confermare i suoi pupilli si arma del goleador Milito. Il presidente Gambacorta invece riesce ad allestire una rosa di tutto rispetto, riuscendo a soffiare al Falco lo slovacco Hamsyk, evidenziando però apparenti lacune in attacco. Il presidente De Pippo si conferma costruttore del più forte centrocampo e riesce a confermare il pupillo Pazzini. Mr. Negri invece sembra peccare di pochezza puntando le sue risorse su Cambiasso e Gilardino. Lo Scorpio non sta a guardare e oltre a trattenere il talentuoso Di Natale, riesce a strappare Pato al Cobra e Vargas allo Spartak. Quello più nervoso è il presidente Bevere. Dopo aver perso Julio Cesar e Milito le uniche consolazioni provengono dagli ingaggi di Pastore, Palladino ed Eto’o.
Ai nastri di partenza sono lo Spartak ed il Cobra a scalpitare e si sentono candidate di diritto alla vittoria. Alla prima il Falco stecca contro lo Scorpio, il Cobra si sbarazza del Corvo e lo Spartak vince a fatica contro il Leone. Nelle successive giornate lo Scorpio perde il passo delle prime. Lo Spartak è in splendida forma e riesce a superare il Falco fuori casa con un 2-1 in rimonta. Il presidente Bevere accecato dal nervosismo minaccia di lasciare il gioco. Il Leone resta sornione a ridosso della vetta della classifica spinta dai sorprendenti Jeda e Cavani. Chi domina il campionato è però Mr. De Pippo. Tutti i cobretti sono in delirio e non vedono l’ora di urlare al mondo intero: “Il cielo è arancio-nero sopra Stratola”. Lo scudetto, anche se sono passate solo poche giornate, sembra non essere più quel lontano miraggio dei tempi antichi. La fortuna accompagna la marcia trionfale del Cobra. Vittorie come quelle fuori casa con lo Spartak con doppietta di Camoranesi, contro il Falco con Pazzini-Mannini show e soprattutto quella per 0-1 contro il Corvo sembrano precludere a tutti le porte del primo posto. Lo Scorpio è alle corde e l’ultimo posto sembra già essere una lotta a due con il Falco, in cui i vari Vucinic, Lavezzi e Iaquinta deludono nettamente le aspettative. Poi cambia il vento del destino. Il Cobra comincia a fallire una partita dopo l’altra. Pazzini non segna più. Marchionni delude e Mannini non è più determinante. Ma soprattutto il simbolo della crisi-Cobra è Diego, un autentico bidone pagato fior di fantamilioni che fa rimpiangere tutto il Turco il talento di Brienza. Anche lo Spartak perde colpi e gli innesti di Matuzalem e Lanzafame non danno i frutti sperati. Chi invece prende quota è il Corvo. Sulle ali dell’entusiasmo ogni domenica gli all-blacks del Calvario scoprono il trascinatore di giornata. A volte Hamsyk, a volte Ronaldinho, a volte Crespo, a volte Del Piero, a volte Snejder e a volte Quagliarella guidano la squadra in vetta alla classifica. La fortuna è amica agli uomini di Mr.Gamba e ogni domenica riescono a strappare risultati utili in maniera rocambolesca ma anche molto caparbia. Così, grazie anche alla difesa di ferro con Lucio, Yepes, Nesta e Zaccardo, il Corvo schizza lontano dagli inseguitori. Il mercato di gennaio riserva colpi di scena. Toni al Falco viene accolto come un messia destinato a riportare gli azzurri ai fasti della stagione appena passata. Al Cobra arrivano Beckham e Pandev. Il Corvo strappa Suazo allo Scorpio, il quale rinuncia all’asta per l’honduregno per 20 euro. Mr. Corsano si indigna per l’accaduto. Il Falco comincia a risalire. Anche se il Corvo è distante molti punti e con Suazo appare competitivo, i tifosi del Falco non si pongono limiti. L’obbiettivo è conquistare la zona-podio ma anche la prima posizione non appare una chimera. La vetta, vittoria dopo vittoria, è più vicina e dopo il successo in casa del Corvo, il presidente Bevere comincia davvero a credere alla possibilità di ripetere l’impresa dell’anno passato. Il Falco diventa ancora più forte dopo l’acquisto di Jovetic. L’episodio manda su tutte le furie il presidente Corsano che minaccia di ritirare la squadra accusando di atteggiamento anti-sportivo il presidente Negri reo non solo di non aver minimamente interpellato l’U.S. Spartak ma anche di averla smantellata favorendo alcune società a danno di altre dimostrando lo scarso attaccamento verso la competizione. Il presidente Gambacorta convince Corsano a tornare sui suoi passi. Contemporaneamente Gilardino passa al Cobra e il presidente De Pippo vuole rilanciarsi alla conquista del primo titolo. Non c’è trippa per gatti. Il Corvo partita dopo partita macina vittorie e lascia agli avversari solo le briciole. Una squadra, quatta quatta, risorge dai bassifondi della classifica e fa sentire la sua forza. E’ lo Scorpio di Mr. Capone che grazie a giocatori come Biabiany, Matri e Martinez riesce ad insediarsi al secondo posto in classifica. Ma il vero fuoriclasse è Di Natale (che diventerà capocannoniere a fine stagione). Non passa una sola partita dove non lasci il suo sigillo. Solo lo Scorpio sembra poter impensierire il Corvo. In verità vi riesce andando ad espugnare l’Old Calvario stadium per 3-2 alla trentaduesima giornata. Il Corvo si riprende prontamente e affossa il Falco per 3-1 la giornata successiva. Per il titolo serve alla giornata 34 una vittoria in casa Spartak ed una contemporanea sconfitta dello Scorpio in casa con il Leone. Gli uomini di Mr. Capone perdono 0-1 come dei fessi ed il Corvo espugna Petrara. La festa in casa Corvo può iniziare. Il Corvo quindi vince con quattro giornate di anticipo e corona la sua stagione trionfale con ripetuti successi nei derby e non è un caso che il titolo arrivi proprio espugnando il covo degli spartachisti. Le ultime giornate vedono una bagarre in zona podio. Il più accreditato è il Falco, seguito dal Cobra. Sullo Scorpio si abbatte la maledizione degli infortuni ma ad ogni giornata sono i soli Matri e Di Natale a spingere in alto Mr.Capone. Da ricordare però anche la tenacia di Marco Rossi diventato un idolo a Savignano. La penultima giornata lo Scorpio cade a Petrara, il Cobra doma in casa il Leone 2-1 e il Falco viene bloccato 3-3 dal Corvo. L’ultima giornata vede contrapposti il Falco al Cobra e il Leone allo Scorpio. Il Falco deve vincere se vuole raggiungere la terza piazza ed il Cobra potrebbe anche diventare secondo in caso di suo successo e contemporanea sconfitta dello Scorpio. La partita tra Falco e Cobra è un’altalena di emozioni. Floccari e Pazzini sembrano illudere il Cobra ma alla fine il Falco pareggia con Vucinic. Lo Scorpio cade alla Persa dove uno scatenato Cavani condanna lo Spartak all’umiliazione del cucchiaio di legno.
Si conclude così una stagione sicuramente emozionante, ricca di polemiche e colpi di scena. Il Corvo ha dominato il campionato e merita la standing ovation finale. Bene anche lo Scorpio che, nonostante la squadra rimaneggiata, riesce a conquistare il secondo posto. Il Falco delude le aspettative che balenavano in via F. De Santis ad inizio gennaio concludendo al quarto posto. Lo Spartak, malgrado l’ultimo posto, si consola con la vittoria in coppa ed il trofeo “Miglior Scommettitore”. Il Leone termina una stagione fallimentare con la soddisfazione di aver evitato l’odiato cucchiaio. Ed il Cobra? Beh, il Cobra! Da dove comiciare? La delusione al Turco serpeggia tra le tortore impaurite. Sembrava fatta. Il primo scudetto ad inizio campionato sembrava abbordabile. E invece tutto da rifare. Nel mare di Stratola però si rispecchia la speranza. La speranza di un antico ardore bellico che vuol far brillare i colori del Cobra lontano, dal Calvario a Savignano. Lo scudetto è un mare che non bagna Stratola? “Guai ai vinti” tuona Mr. De Pippo!!!


















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